Storia

la tenuta di  Torretta de’ Massimi

Parte di una grande proprietà che andava da Boccea fino alla Laurentina, Torretta de’ Massimi, risulta dal 1500 essere, già cosi come è oggi; circondata da via della Pisana , via di Brava e via della Vignaccia. La Torre medievale è il fulcro di un’azienda agricola di 150 ettari di cui 50 a bosco di sughero e altri 10 circa di lecci e altre querce; il resto a erbai e seminativi. Torretta è costituita da colline e vallette, boschi e sorgenti… un luogo unico nel suo genere. Dalle fotografie dei primi anni 50 si vede come all’epoca non ci fossero alberi ma grazie alla dedizione e all’amore per la natura della proprietà, oggi Torretta è quel paradiso naturale che è! 

Nel bosco vivono pojane, nibbi bruni, istrici e ricci, volpi, ghiri, serpenti, tutti i rapaci notturni e da qualche anno anche un airone cinerino. La flora è presente con tantissime varietà di arbusti e fiori come le ginestre, la rosa canina, i ciclamini ed i crocus, la fillirea, il lentisco ed il mirto.

la proprietà:  la famiglia Lancellotti

La leggenda vuole che Sir Lancelot (Lancillotto del lago) dopo aver sconfitto re Artu e stufo di combattere si ritirò a fare l’eremita. Durante questo periodo ebbe la visita di un giovane ragazzo che si rivelò come il figlio nato dalla relazione proibita con Ginevra. Ebbene questi, dopo aver conosciuto il padre che gli affidò prima di morire la spada di Camelot, Excalibur la cosidetta “spada nella roccia” , lasciò la Bretagna e dopo alcuni anni arrivò in Italia; la girò in lungo e largo fino alla Sicilia. Il giovane figlio di Sir Lancelot si trovò cosi bene che sposata una bellissima e ricca nobildonna cambiò il nome in Lancellotti; ebbe più di dieci figli e visse piu di cento anni.

Le generazioni che vennero dopo si stabilirono a Roma nel 1400 nel rione di Ponte. Scipione ai primi del 1500 divenne medico alla corte del Papa .

Un altro Scipione, vissuto durante la metà del secolo XVI e nipote del precedente, dette inizio alla costruzione del palazzo ai Coronari . Ottenne dal Papa per se e per i suoi discendenti il titolo di marchese

Nel XVIII secolo la famiglia acquistò il castello di Lauro ed ottenne il titolo di principe di Lauro e principe di Marzano. Attraverso eredità da parte dei cugini principi Massimo entrò in possesso di Torretta de’ Massimi come anche del famoso Discobolo oggi conservato al museo Massimo a piazza Esedra.

 

 

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